Itinerario sulle tracce di Bartolomeo Colleoni a Bergamo

Itinerario sulle tracce di Bartolomeo Colleoni

Itinerario sulle tracce di Bartolomeo Colleoni 

Bartolomeo Colleoni e la sua Bergamo.

Quest’anno saranno Bergamo e Brescia insieme a rappresentare la capitale italiana della cultura 2023. Un titolo prestigioso per una città tutto sommato piccola ma tanto graziosa. Turisti italiani e stranieri provenienti da tutto il mondo passeranno per Bergamo a scoprire luoghi unici.

Noi di Hotel San Rocco ci troviamo a Scanzorosciate, a soli 10 minuti dall’aeroporto di Orio al Serio (BGY) e altrettanti dall’uscita autostradale di Bergamo (A4). La nostra quindi è una posizione strategica ed è per questo che abbiamo scelto di condividere, in vista delle iniziative programmate nell’anno, un itinerario alternativo a quelli soliti che vengono proposti per visitare la città di Bergamo.

Se hai in programma un weekend fuori porta e se sei amante di storia, medioevo e leggende  sei nel posto giusto; noi di Hotel San Rocco abbiamo pensato per te un itinerario che percorre i luoghi simbolo di Bartolomeo Colleoni in provincia di Bergamo.

Pronti, partenza, VIA!

Chi è Bartolomeo Colleoni?

Bartolomeo Colleoni è stato un abile, o forse il più abile, condottiero del Quattrocento. 

La sua nascita è stimata attorno agli ultimi anni del Trecento da una famiglia nobile di notai di origine longobarda. (Per scoprire perché l’anno di nascita non è certo, vai a leggere le curiosità in fondo a questo articolo.)

La carriera di condottiero di Bartolomeo Colleoni iniziò quando era ancora molto giovane e debuttò con i Signori di Piacenza per poi passare alla regina Giovanna di Napoli. 

Negli anni successivi e per gran parte della sua vita, Bartolomeo Colleoni fece numerosi cambi di rotta. Passò dall’esercito di Venezia a quello di Milano, da sempre rivali, più e più volte e per questo fu accusato di tradimento. Le sue imprese erano però tanto straordinarie da prevalere sulle accuse.

Gli ultimi vent’anni di vita, Bartolomeo Colleoni li passò come capitano generale dell’esercito veneto, comandante di tutto l’esercito di Venezia.

Oltre a uomo di guerra, Bartolomeo Colleoni fu anche un uomo di pace di carità. Fondò e aiutò chiese e conventi e istituì la fondazione del Luogo Pio della Pietà di Bergamo, con la quale garantì una dote alle spose povere per permettere loro di sposarsi in modo onorevole. 

Non solo grazie alle sue vittorie belliche, ma anche grazie al matrimonio con Tisbe Martinengo, erede dell’importante famiglia Martinengo, il Colleoni acquisì numerosi feudi e territori in bergamasca e nel bresciano. Luoghi che, negli anni, arricchì con monumenti, opere e investimenti. 

Morì nel 1475 nel suo tanto amato Castello di Malpaga.

 I luoghi di Bartolomeo Colleoni

Passiamo, ora, in rassegna alcuni dei luoghi simbolo della vita del Colleoni, a Bergamo e fuori Bergamo, in provincia. Luoghi ai quali Bartolomeo Colleoni diede una sua impronta stilistica e ideologica. 

Cappella Colleoni

Partiamo dalla fine. Partiamo dal luogo che ospita le spoglie di Bartolomeo Colleoni, la Cappella Colleoni.

Una cappella che il Colleoni commissionò ma che non vide mai conclusa. La costruzione della Cappella Colleoni, infatti, fu conclusa nel 1476, ma Bartolomeo Colleoni morì nel 1475.

Senza ombra di dubbio, la Cappella Colleoni costituisce il più maestoso edificio di tutta Bergamo. Situata in Piazza Duomo, proprio a fianco della Basilica di Santa Maria Maggiore, la Cappella Colleoni attira l’attenzione di tutti, mettendo in ombra sia la Basilica che il Duomo. 

Un edificio che racchiude in sé un connubio tra religiosità cristiana e paganesimo, già da prima della sua edificazione. 

Inserita in un contesto religioso, la Piazza Duomo di Bergamo insieme al Duomo di Bergamo, la Basilica di Santa Maria Maggiore e il Battistero, la Cappella Colleoni ha preso il posto della già esistente sagrestia della Basilica di Santa Maria Maggiore, contrariamente alla volontà dei canonici. Per avere il consenso, il Colleoni dovette “conquistare” la sagrestia: mandò i suoi militari in una spedizione notturna e la fece abbattere. 

Anche la maestosa facciata della Cappella Colleoni riflette l’incoerenza del suo Signor Colleoni.

Una facciata che non può passare inosservata… Tarsie e decorazioni in marmi bianchi e rossi fanno da sfondo alla magnificenza delle rappresentazioni. 

Ai più attenti non può sfuggire la coesistenza di cristiano e pagano. Il basamento della facciata è animato da bassorilievi che raffigurano racconti biblici. Ai lati del rosone centrale della Cappella Colleoni, però, Cesare e Traiano, imperatori romani che di cristiano hanno ben poco, sorvegliano l’ingresso.

Al contrario dei luoghi religiosi in cui è l’altare ad attirare l’attenzione dei fedeli, nella Cappella Colleoni l’attenzione viene attirata dalla statua equestre del Colleoni, vi si riflette, infatti, la luce che entra dal rosone centrale in facciata.

Ma Bartolomeo Colleoni non è l’unico a riposare qui… 

Insieme a lui anche la figlia Medea, la sua figlia prediletta, morta di malattia alla giovane età di quattordici anni.

Luogo Pio Colleoni

Dapprima di proprietà della famiglia Suardi, poi abitazione cittadina estiva del condottiero Bartolomeo Colleoni e, successivamente, dal 1476 ad oggi, sede dell’ente benefico Luogo Pio della Pietà, questo è il Palazzo Luogo Pio Colleoni.

Il Luogo Pio Colleoni si trova in Via Colleoni n. 11 a Bergamo Alta e fu trasformato da abitazione e istituzione caritativa dallo stesso Bartolomeo Colleoni

Non avendo avuto figli maschi e dopo aver perso la figlia prediletta, Medea, il Colleoni volle destinare fondi alle donne bergamasche povere ed emarginate. Pensò di concedere loro la dote che la famiglia non poteva permettersi per garantire loro un matrimonio degno o l’accesso in convento, fondò così la Fondazione Luogo Pio della Pietà. Fondazione che anche oggi rispetta la volontà del Colleoni, rispettare e aiutare le donne bergamasche.

L’interno dell’edificio ospita un patrimonio artistico di gran valore. Cinque sale interamente abbellite da affreschi e decorazioni, due delle quali di particolare importanza. 

La sala uno era la zona di rappresentanza del Luogo Pio e al suo interno si può ammirare un affresco che raffigura la Madonna con il bambino, San Rocco e San Sebastiano, dipinto come ringraziamento per la fine dell’epidemia di peste del 1529, e un affresco che raffigura lo stesso Colleoni con San Francesco ai piedi del Crocefisso in adorazione. Ma non solo… In questa sala sono conservate le statue originali della facciata della Cappella Colleoni.

Nella sala due, invece, la sala delle riunioni del consiglio del Luogo Pio, è imperdibile il soffitto a lunette che raffigurano gli stemmi del Colleoni, gli Apostoli, uomini illustri e le diedi virtù ad ispirare i membri del consiglio nel prendere decisioni importanti. 

La facciata d’ingresso del Luogo Pio Colleoni presenta degli elementi originali. Tra questi il portale realizzato in pietra arenaria e marmo rosso con lo stemma del Colleoni, e un affresco che raffigura il Cristo in Pietà, affresco simbolo della Fondazione Luogo Pio della Pietà.

Le sale al primo piano ospitano l’archivio della Fondazione Luogo Pio della Pietà, dove sono raccolti tutti i verbali dei consigli di amministrazione.

Il palazzo Luogo Pio Colleoni non è sempre visitabile, generalmente è aperto solamente quanto ci sono ci sono mostre mercato d’arte, ma quando il portone è aperto la visita è obbligatoria.

Castello di Malpaga

Il Castello di Malpaga è, senza ombra di dubbio, il castello tra i più conosciuti della Lombardia. 

Da sempre meta di gite scolastiche, gite fuori porta e itinerari storico culturali, il Castello di Malpaga affascina grandi e piccini. 

Situato in provincia di Bergamo, nel territorio di Cavernago, attorniato dall’immensa Pianura Padana, il Castello di Malpaga costituisce il simbolo del dominio di Bartolomeo Colleoni in bergamasca. Acquistato in pessimo stato dal comune di Bergamo, il Colleoni lo ristrutturò e lo trasformò in fortezza, campo di alloggiamento per i suoi soldati e nella sua splendida residenza. 

Le pareti interne del Castello di Malpaga sono interamente affrescate con illustrazioni a testimonianza delle usanze della vita di corte dell’epoca: banchetti, cortei regali, tornei, scene di caccia e battaglie.

Come ogni castello che si rispetti, anche il Castello di Malpaga è caratterizzato dalla presenza di imponenti torri di guardia, di caratteristiche mura merlate, di logge, e dal ponte levatoio sul fossato che attornia il grande maniero. 

Tra le più importanti modifiche che Bartolomeo Colleoni apporta al Castello poco dopo averlo acquistato, fondamentale in termini di sicurezza si rivela l’innalzamento delle mura difensive, la costruzione di alloggi per i suoi soldati e la creazione di un secondo fossato. 

Negli anni, Bartolomeo Colleoni ha ospitato nel suo Castello di Malpaga importanti personaggi storici, come Cristiano I, Re di Danimarca.

Oggi, il Castello di Malpaga fa vivere ai visitatori momenti indimenticabili: rievocazioni storiche, visite guidate, cene medievali, eventi per bambini e molto altro.  Un palinsesto ricchissimo di iniziative tutte diverse ma accomunate dall’intento di far compiere ai visitatori un vero e proprio viaggio nel tempo e portarli indietro fino al Medioevo. 

Le curiosità su Bartolomeo Colleoni

Eccoci arrivati al capitolo conclusivo di questo itinerario sulle tracce di Bartolomeo Colleoni, la parte che a noi di Hotel San Rocco piace di più: le curiosità.

Ecco qui alcune curiosità che pochi conoscono (anche di noi bergamaschi stessi):

La nascita di Bartolomeo Colleoni

Se l’anno di morte di Bartolomeo Colleoni è noto a tanti, se non a tutti, l’anno di nascita è ancora oggi un mistero. 

Due sono gli indizi che abbiamo per attribuire al Colleoni un anno di nascita, ma, guarda un po’, non coincidono.

Nella Cappella Colleoni è riportato l’anno di morte, il 1475, con a fianco l’indicazione dell’età del condottiero, ottant’anni. Si potrebbe dedurre quindi che l’anno di nascita di Bartolomeo Colleoni fu il 1395. 

Giusto? NO.

A smentire questa versione la biografia commissionata dallo stesso Colleoni che indica come anno di nascita il 1400. Cinque anni più tardi rispetto a quanto indicato nella Cappella Colleoni. Il condottiero, quindi, morì all’età di 75 anni e non a 80 anni. 

Ma è la verità? O è stato un tentativo del Colleoni per ringiovanirsi? O, ancora, voleva far coincidere la sua nascita con l’anno giubilare del 1400, anno importante e ricordato da tantissimi fedeli?

Non lo sappiamo e non lo sapremo mai. 

Lo Stemma della famiglia Colleoni

La più famosa famiglia bergamasca della storia è proprio la famiglia Colleoni.

La parola Colleoni deriva dal latino coleus che significa testicolo. Lo stemma della famiglia, infatti, rappresenta due testicoli rossi su sfondo bianco e uno bianco su sfondo rosso, proprio per via dell’origine del loro nome. Nonostante la fierezza di Bartolomeo Colleoni per il suo stemma, negli anni successivi, i suoi successori modificarono i soggetti dello stemma da testicoli a cuori rovesciati. 

Non fu modificato, invece, lo stemma presente sulla cancellata della cappella Colleoni in Piazza Duomo. Lo stemma, ancora oggi, raffigura gli originari testicoli, i quali, tradizione vuole, portino fortuna a chi li tocca.

La salma di Bartolomeo Colleoni

Sì, l’anno di morte di Bartolomeo Colleoni è noto a tutti, ma per diversi secoli non era noto a nessuno dove fosse la salma del condottiero. 

Il sepolcro nel quale si pensava riposasse il condottiero, conservato all’interno della Cappella Colleoni, incredibilmente fu trovato vuoto. 

Imbarazzante la visita di Vittorio Emanuele III del 1922: il Re d’Italia chiese dove erano sepolte le spoglie di Bartolomeo Colleoni, ma nessuno seppe dargli una risposta concreta. 

Per anni si pensò che il corpo del Colleoni fosse sepolto all’interno della Basilica di Santa Maria Maggiore (assurdo, aveva voluto una Cappella apposita per riposare in eterno!), ma solo nel 1968 venne scoperta la verità. 

La salma del Colleoni era conservata in una sorta di doppio fondo del sarcofago.

Chissà quante risate si sarà fatto il Colleoni guardando i bergamaschi cercarlo ovunque, mentre lui era proprio dove sarebbe dovuto essere. 

 

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